Calenda ha fatto una previsione per la quale è necessario che Conte diventi Premier: ecco per quale motivo.
Dopo la stoccata a Renzi, Calenda è tornato a parlare pubblicamente di politica in seguito ad un’intervista rilasciata di recente. Al suo interno, il leader di Azione ha parlato dei possibili scenari futuri riguardanti la coalizione del centrosinistra.
Nello specifico, come dichiarato a Sky Tg24, il numero uno del partito già citato ha parlato di come sia indispensabile che l’ex Premier torni a ricoprire questa carica. Ciò, proprio per il bene di tutta quanta la coalizione.

Calenda su Conte
Il leader di Azione ha sottolineato la fragilità della coalizione di centrosinistra senza una figura come Conte a dirigere l’orchestra: “Se non sarà Giuseppe Conte candidato presidente del Consiglio, è una coalizione che è destinata a naufragare immediatamente perché Conte gliene farà vedere di cotte e di crude come sappiamo tutti. Mentre se Conte è presidente del Consiglio, è capace che firma il 5% per le spese della Difesa il giorno dopo“.
E ancora, riprendendo quanto detto sopra: “Se Conte non è candidato presidente del Consiglio, cadrà nella dinamica di tutti gli ex presidenti del Consiglio, che era quella di Renzi con Gentiloni, cercherà di segare la sedia dove siedono queste persone. Sarà molto complicato gestire questa maggioranza“.
Le parole su Schlein
Calenda si è inoltre pronunciato sulla Schlein, esprimendo non poche perplessità nei suoi confronti: “Se la leader del partito più grande non fa la candidata premier, si pone un problema del partito più grande. Allora che cosa ci sta a fare? La cosa paradossale del Pd è che è come se l’avessero eletta segretaria, ma poi dicessero che poi non è in grado di fare la premier. È strano questo fatto, no? Un po’ contraddittorio. Io penso che il problema sta nella coalizione, non in chi la interpreta“.